• Francesco Nappi

Fondo di garanzia - la riforma



E' in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze del 6 marzo 2017 che disciplina le modalità le condizioni e i termini per l’estensione del modello di valutazione basato sulla probabilità di inadempimento (c.d. modello di rating) alle operazioni finanziarie ammissibili all’intervento del Fondo e stabilisce l’articolazione delle misure massime di garanzia in funzione della probabilità di inadempimento del soggetto beneficiario finale, della durata e della tipologia dell’operazione finanziaria.

A tale proposito si precisa che la suddetta pubblicazione non avrà alcuna conseguenza operativa nel breve periodo. Le previsioni del citato decreto, infatti, si applicheranno a decorrere dalla pubblicazione di un successivo decreto ministeriale che approverà le modificazioni e integrazioni delle condizioni di ammissibilità e le disposizioni di carattere generale. Per espressa previsione del decreto interministeriale del 6 marzo 2017, la pubblicazione del decreto attuativo non potrà avvenire prima del 1° gennaio 2018.

Quali le novità:

Ampliamento platea beneficiari

E’ stata fissata una soglia limite di accesso al Fondo, in termini di PD, a un valore (9,43%) che consente, da un lato, un significativo allargamento della platea dei potenziali beneficiari (escluso solo l’8% circa delle PMI italiane); dall’altro, di escludere, comunque, l’accesso alla garanzia per le imprese economicamente e finanziariamente «non sane».

Focalizzazione su imprese a rischio razionamento

Misure di copertura più elevate per le imprese, comunque sane, maggiormente esposte a rischio di razionamento sul mercato del credito

Maggiore sostegno agli investimenti

Orientamento del Fondo verso una maggiore copertura dei finanziamenti a fronte di investimento

Maggiore efficienza gestionale

Accantonamenti correlati al rischio. Più efficace monitoraggio e presidio dei rischi

Integrazione / Addizionalità

Possibilità di attrarre risorse regionali e/o comunitarie per il cofinanziamento degli interventi, in un’ottica di efficace integrazione e reale addizionalità

Il progetto di riforma disegnato dal Mise comporterà una radicale modifica del funzionamento del Fondo di garanzia per le PMI. In particolare, tale progetto di riforma prevede: §l’applicazione del modello di rating a tutte le operazioni finanziarie ammissibili all’intervento del Fondo; §una nuova impostazione delle modalità di intervento del Fondo attraverso la distinzione esplicita tra controgaranzia e riassicurazione; §l’introduzione di nuove modalità di intervento del Fondo (ad esempio, le operazioni a rischio tripartito) §una nuova articolazione delle misure massime di copertura sulle operazioni finanziarie in funzione della probabilità di inadempimento del soggetto beneficiario, della durata e della tipologia dell’operazione finanziaria; §l’introduzione di una disciplina specifica per le operazioni a fronte di investimenti, con particolare riferimento alle procedure di verifica della realizzazione degli stessi; §l’importo massimo garantito per singola impresa sarà sempre pari ad euro 2,5 milioni, indipendentemente dalla durata e dalla tipologia dell’operazione finanziaria e dall’ubicazione del soggetto beneficiario finale.


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